martedì 9 giugno 2009

Una supercella da sogno

VORTEX2: 9 giugno 2009 - giorno 30. Operazioni previste sul campo: spettacolare supercella.
Miglia percorse oggi: 403. Miglia percorse in totale: 10107
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Il risveglio arriva con un temporale e con il rumore di piccoli chicchi di grandine sul tetto dell'albergo. Per la giornata abbiamo un fronte caldo sul confine tra Oklahoma e Kansas in lenta risalita verso nord ed una dryline ad ovest con il punto triplo nella parte sud-occidentale del Kansas.
La convezione mattutina ha portato alla formazione di un Mesoscale Convective System sulla parte settentrionale del Kansas producendo un outflow boudary che andra' progredendo verso sud durante la giornata. Gli ingredienti sono tutti buoni per oggi; finalmente l'umidita' ha invaso le Plains e la presenza della bassa pressione in quota nella parte occidentale degli Stati Uniti garantisce un forte flusso sud-occidentale in quota.
Lasciata Salina in tarda mattinata pranziamo a Newton e all'una e trenta lasciamo il parcheggio per i Track con un CAPE che ha quasi raggiunto i 4000 J/Kg e ci avviamo verso la linea di cumuli che si e' sviluppata proprio a sud della nostra posizione in direzione di Wichita.
La convezione oggi si articolera' certamente tra la convergenza dell'outflow boudary proviente da nord e il fronte caldo in risalita da sud.
I venti da nord-est presenti dietro il boundary renderanno il fronte caldo quasi stazionario e questo fara' si che le supercelle si muoveranno in pratica lungo la linea di convergenza da ovest verso est. Ci posiziamo ad ovest di Wichita.
I cumuli si sono formati ma stentano ancora a svilupparsi; alle 14.30 viene emessa la Tornado Watch con una probabilita' del 70% di avere due o piu' tornado e ci muoviamo ancora piu' ad ovest verso Pratt.

Purtroppo lo shear migliore e l'umidita' piu' elevata si trovano a est dell'Interstate 35 ma la presenza di molte colline e di una rete stradale poco favorevole alle operazioni del VORTEX2 ci impedisce di andare in quell'area.
Ad ovest la dryline sta avanzando dalla Texas Panhandle e dall'ovest Kansas e con il lento procedere verso sud del boundary ci potrebbe esserci una zona di forte shaer e moderato CAPE appena a nord del fronte.
Alle 4.45 dopo la sosta carburante a Pratt e mentre tutti i chasers si concentrano attorno all'area di Wichita, arriva un nuovo target Mullinville ad ovest di Greensburg in quanto poco ad occidente di Dodge City si e' formata una cella isolata.
Inizialmente il temporale si sviluppa lentamente ad ovest della citta' per poi eplodere alle 6 del pomeriggio una volta transitato a nord della citta'.
Alle immagini radar il temporale si divide in due celle e nel corso dell'ora e mezza
successiva quello che succede e' da manuale di meteorologia. Dallo splitting della cella si formano due supercelle una ciclonica (quella meridionale) ed una anticiclonica (quella settentrionale) e come copione quella piu' a sud prende forza e quella a nord cala di intensita'.
L'armada si porta sulla supercella meridionale che inizia a mostrare splendide caratteristiche sia al radar con un eco ad uncino da manuale sia visivamente. I probe vengono guidati nell'inflow assieme ad DOW6 e qui assistiamo ad uno spettacolo magnifico.

Il mesociclone rotante e' proprio davanti a nostri occhi ed abbiamo una decina di minuti buoni per ammirarlo avvicinarsi sempre piu' con la sua parete verticale nettamente scolpita; penso che sia il migliore mesociclone che abbia mai visto cosi' da vicino.
Quando poi il RFD ci raggiunge dobbiamo lasciare la posizione giusto in tempo perche' dal cielo iniziano a cadere radi chicchi di grandine dalle dimensioni di palline da golf. Via radio ancora una volta uno dei probe del NSSL, questo volta il numero 8, subisce danni con la rottura del parabrezza a causa di grandine delle dimensioni di palle da baseball. Sembra che ci prendano proprio gusto a distruggere le auto.
Riportiamo i nostri mezzi sulla Highway 400 mentre la supercella rimane ancora perfetta al radar; durante lo spostamento nell'outflow avvistiamo alcuni gustnado. Quando raggiungiamo Greenburg siamo nuovamente in prossimita' del mesociclone che anche se ha perso negli ultimi minuti un po' d'intensita' al radar si mostra ancora estremamente fotogenico alla vista.

Ad un tratto il DOW 7 segnala un aumento della rotazione nei bassi strati e della polvere si solleva alla base della wall cloud, si tratta di un altro vortice sul bordo del fronte delle raffiche ma nello stesso istante viene riportato da parte di uno storm-chaser un breve touchdown di un tornado a quattro miglia a ovest-nord-ovest di Greensburg di difficile riscontro ma che tuttavia conferma le potenzialita' della supercella.
Tra le sette e le otto di sera realizziamo dei transect con le mesonet per la raccolta dei dati al suolo all'interno del lobo dual-doppler dei Doppler On Wheel 6 e 7. Alle otto viene decretata la fine delle operazioni in questa giornata che ha visto gran parte delle emozioni concentrate in poche ore. Dal punto di vista scientifico e' stato un altro successo in quanto e' stato documentanto l'intero ciclo di vita della supercella.

Mentre puntiamo i musi dei mezzi verso Wichita per il pernottamento abbiamo la possibilita' di verificare i reports della giornata nel sito web dello Storm Prediction Center. Sono senz'altro pochi, tali da non giustificare un Moderate Risk ed una Tornado Watch con quelle percentuali...
Il progetto VORTEX2 sebbene la stagione possa essere classificata come una delle piu' avare degli ultmi anni sta comunque dimostrando come il coordinamento e la ricerca possa raggiungere livelli di complessita' molto elevati permettendo a tutti i teams di collezionare una quantita' di dati immensa su differenti tipologie di temporali, supercellulari e non, che offriranno agli scienziati ed agli studenti materiale di studio e lavoro per molti anni a venire.

lunedì 8 giugno 2009

Riposo

VORTEX2: 8 giugno 2009 - giorno 29. Operazioni previste sul campo: travel.
Miglia percorse oggi: 128. Miglia percorse in totale: 9703.


Dopo le lunghissime giornate dei giorni scorsi oggi finalmente per tutta la carovana arriva un desiderato giorno di riposo. Dal briefing tenuto oggi da Erik Rasmussen emerge chiaramente l'impossibilità di cacciare visto la presenza di una forte inversione termica che manterrà il coperchio sulla pentola per tutto il giorno impedendo ai temporali di svilupparsi. Per i giorni successivi però la situazione meteorologica rimane molto buona e si prospettano altre intense giornate di ricerca sul campo per gran parte dell'ultima settimana del progetto VORTEX2.
Per oggi quindi è in programma solo un riposizionamento in vista delle operazioni di domani che potrebbero essere o nella parte sud del Kansas a confine con l'Oklahoma o nella parte occidentale. Mentre la carovana quindi si sposta quindi da Topeka a Salina, noi accompagniamo il nostro amato fotografo Gino De Grandis all'aeroporto a Wichita.

Le belle parole che tutti riservano a Gino sono per lui e per me, che ho avuto il piacere di coinvolgerlo in questo grande progetto di ricerca, di profonda soddisfazione. Il suo lavoro portato avanti in tutti questi giorni senza risparmiare energie e lasciandosi guidare sempre dalle emozioni, lascierà in tutti un ricordo indelebile ed i suoi scatti renderanno ancora più prezioso il lavoro degli scienziati del VORTEX2.
Dopo gli ultimi saluti, ci avviamo verso Wichita a bordo della Land Cruiser di Eddie, l'assistente medico del gruppo di Josh Wurman che a fine maggio si è aggiunto alla carovana. Una volta all'aeroporto salutiamo Gino con un ultimo abbraccio ed pizzico di emozione. Alla prossima !

domenica 7 giugno 2009

Supercella in Nebraska

VORTEX2: 7 giugno 2009 - giorno 28. Operazioni previste sul campo: supercella in Missouri.
Miglia percorse oggi: 545. Miglia percorse in totale: 9575
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Per oggi abbiamo una percentuale di tornado del 10% associata ad un Moderate Risk centrato sul corner di quattro stati: Nebraska, Iowa, Kansas e Missouri. La situazione in quota vede un ciclone chiuso a 500 hPa con un massimo dei venti a 35-50 nodi ed uno shear 0-6km intorno ai 40-50 che è sufficiente per supportare le supercelle assieme ad una SRH piuttosto elevata tra Nebraska e Kansas. L'energia disponibile per oggi è buona su gran parte della parte orientale del Kansas dove i valori si aggirano sui 2000-3000 J/Kg. Al suolo è presente una bassa pressione centrata tra Colorado e Kansas che garantisce una buona ventilazione meridionale negli strati più bassi dell'atmosfera.
In tarda mattinata lasciamo Kearney per dirigerci verso est lungo l'Interstate 80 che abbandoniamo nei pressi dell'Highway 103 per posizionarci meglio in vista dello sviluppo della convezione che non tarderà ad arrivare.Alle due del pomeriggio il target viene aggiornato ad Auburn in Nebraska; i valori di CAPE nella parte nord-orientale del Kansas raggiungno 4000 J/Kg e il CIN ormai è quasi ridotto a zero, la convezione potrebbe partire a momenti. Lo shear 0-6km oggi è buono per le supercelle ma è ancora scarso nei bassi livelli. Se la convezione inizia troppo presto e con il raffreddamento in atto al livello del CAP è possibile che i temporali si organizzino in un grande sistema convettivo a mesoscala piuttosto che in supercelle.
Il pranzo arriva tardi e viene consumato nel parcheggio della scuoal di Bietress con l'ansia di dover ripartire da un momento all'altro.Dopo un'ora lo Storm Prediction Center emette una Tornado Watch (con probabilità del 60% di avere 2 o più tornado); nel frattempo si sviluppano i primi temporali verso occidente ed assieme arriva l'ordine di varcare il fiume Missouri per portarsi verso est. Alla cella piu' intensa viene attribuita subito la Thunderstorm Warning e le immagini radar anche oggi lasciano pochi dubbi sull'intepretazione: abbiamo la prima supercella della giornata. Ci dirigiamo verso Burlington Junction in una zona che possa garantire una maggiore mobilità a tutta l'armada percorrendo continui saliscendi in un paesaggio che è decisamente diverso dal vicinissimo Kansas, tuttavia la distanza di quasi 100 miglia tra l'armada e le prime celle e la presenza del fiume Missouri di mezzo induce i coordinatori a muovere la carovana verso ovest a ridosso del fiume rimanendo tuttavia nello stato del Missouri.


La cella più settentrionale inizia a mostrare caratteristiche compatibili con la formazione di un tornado e così alla Thunderstorm Warning viene associata una Tornado Warning. Il temporale si trova a circa 60 miglia ed una nuova cella ha preso vita più a sud della prima. L'armada decide quindi di puntare le proprie attenzioni proprio sulla cella più giovane ed i radar vengono posizionati per una prima raccolta dati. Alle 18.26 anche la nostra cella viene allerata con la Tornado Warning mentre il temporale più a nord cala gradualmente di intensità.
La carovana viene a trovarsi proprio sotto il mesociclone ma la rete stradale non particolarmente agevole rallenta le operazioni e così presto l'armada è costretta a smobilitare le posizioni sul campo in quanto da cacciatori diventiamo presto cacciati da chicchi di grandine che vengono segnalati avere dimensioni assurde. Uno dei radar (non i nostri fortunatamente) testimonia la caduta di chicchi di 11 cm di diametro. Le strumentazioni sono troppo preziose per permetterci di distruggerle in una grandinata e così ci spostiamo verso est cercando un riposizionamento. La straordinaria posizione però ci permette di ammirare la grandezza del mesociclone e la bellezza di questa supercella che ancora una volta conquista la nostra attenzione ed ammirazione.


Ci portiamo verso Savannah e St Joseph poi percorrendo la Highway 36 guadagniamo terreno sull'avanzamento della supercella e ci riposizioniamo davanti ad essa poco ad ovest di Maysville.
Qui ancora una volta lo spettacolo è mozzafiato con il sole basso sull'orizzonte e proiettare fasci di luce sulla wall cloud. Mentre realizziamo i nostri transet con le mesonet per raccogliere dati ci ritroviamo proprio sulla punta dell'uncino della supercella. E' la posizione dove dovrebbe formarsi il tornado ma gli occhi attenti del radar Doppler On Wheel 7, che ci guida da qualche miglia di distanza, ci garantisce la sicurezza della posizione. Al radar non sembrano esserci particolari segni di imminente formazione di un tornado anche se noi vediamo avvolgersi le nuvole sopra le nostre teste. Al secondo transect nei pressi del micro paese di Amity attraversiamo delle cortine di pioggia in rapido movimento con forti raffiche di vento provenienti da ovest.


Giusto prima del nostro passaggio tre rami vengono strappati dagli alberi e proiettati sulla sede stradale mentre fuori dal finestrino le forti raffiche di vento piegano gli alberi alla nostra sinistra. Tramite radio apprendiamo che probabilmente abbiamo attraversato un piccolo debole vortice tornadico visto che al radar doppler è comparsa una debole coppia con valori di velocità radiale opposte, ma nulla di rischioso per noi, solo qualche emozione in più.Con il tramonto si chiudono le operazioni di questa lunga giornata che ci ha portato ad attraversare tre stati differenti. Tutti gli equipaggi hanno lavorato alla grande, dimostrando ancora una volta la grande preparazione e serietà che tutti continuano a mettere ogni giorno sul campo nonostante sia passato oltre un mese dall'inizio del progetto!

sabato 6 giugno 2009

Supercella LP

VORTEX2: 6 giugno 2009 - giorno 27. Operazioni previste sul campo: intercettamento di una supercella LP.
Miglia percorse oggi: 371. Miglia percorse in totale: 9030.

Dopo l'immensa giornata di ieri in cui tutto sembra essersi realizzato dal punto di vista scientifico, stamattina al briefing quando Don Burgess ringrazia tutti i partecipanti per l'ottimo lavoro del giorno precedente, la platea non riesce a trattenere un applauso che finalmente allontana i timori di una stagione estremamente povera di eventi meteorologici intensi. Gran parte di noi hanno dormito poche ore per sistemare i dati e metterli subito a disposizione del progetto e per uplodare fotografie, blog, ecc. e cosi' non sono pochi quelli che sono andati a letto dopo le 3 del mattino.
Ma le facce che si incontrano stamattina nella hall dell'albergo raccontano tutto. Al briefing come al solito viene presentata la previsione per il giorno in corso e per i gionri successivi. Per oggi abbiamo il solito Slight Risk con tanto shear ma poco CAPE. La zona verso la quale si dirigono le attenzioni dell'armada e' ancora una volta ad ovest e questo ci costringe ad un ritorno su passi gia' percorsi la notte precedente.
Oggi non ci sono grandi aspettative tuttavia, come e' sempre successo fin dal primo giorno del progetto, tutte le possibilita' vengono esplorate per lasciare nulla di intentato, ma oggi per avere il primo target occorre aspettare l'una del pomeriggio.
Cosi' abbiamo il tempo di pranzare e di vedere qualche video spettacolare del giorno precedente. In particolare sono i ragazzi di Discovery Channel a suscitare l'entusiasmo dei presenti quando mostrano i video girati dal grosso van di supporto alla TIV e dall'interno della TIV2 stessa. Posso solo dirvi che sono pazzeschi... la TIV ha effettuato il deployment e grazie ai suoi martinetti idraulici si e' ancorata al terreno subendo la furia del tornado con venti a 200 km/h. Le immagini riprese dall'interno del veicolo corazzato sono assolutamente straordinari, si vede un palo del telefono spezzarsi e venire trascinato e sballottato dalle raffiche di vento.
Alle due del pomeriggio arriva l'ora di portarsi verso ovest e la carovana si mette in moto da Kaersey verso North Platte. Un paio d'ore piu' tardi le prime celle si formano ad un centinaio di miglia a nord-ovest della nostra posizione e grazie all'evelato shear presente nell'area si trasformano rapidamente in supercelle.
Alle quattro e mezza arriva l'ordine di portarsi verso nord in direzione di Stepleton e poi dirigersi verso ovest lungo la Highway 92 e dopo mezz'ora viene emessa una Thundestorm Warning per la supercella piu' meridionale.


Noi ci troviamo ad una settantina di miglia di distanza ma la direzione di spostamento dei temporali verso est facilita il nostro compito. Il deployment dei radar viene organizzato lungo l'unica strada disponibile in direzione sud-nord, similmente a quanto realizzato ieri. La supercella e' di tipo LP ossia Low Precipitation a basse precipitazioni. Nei strati piu' bassi l'atmosfera scarseggia un po' di umidita' e la base della wall cloud si mantiene sempre piuttosto elevata senza mai rendersi particolarmente minacciosa, tuttavia anche oggi la visione del mesociclone e' particolarmente bella.


Poco dopo le sei del pomeriggio iniziamo i transect con le mesonet per raccogliere dati al suolo nell'area di copertura dei radar e mentre noi e il probe 13 percorriamo la Highway 97 gli altri due probe si dirigono lungo uno steerrato ad ovest incontrando grandine di dimensioni di palline da golf.Per noi che invece monitoriamo l'inflow c'e' solo un bell'arcobaleno e la vista sulla supercella che lentamente si sposta verso est allontandosi senza ulteriormente riuscire a sviluppare alcun tornado.
Dopo le sei e trenta abbandoniamo il campo e ci dirigiamo verso sud in rotta verso North Platte. Ad ovest della citta', nei pressi di Ogallala si e' formato un'altro temporale interessante ma che, al momento in cui raggiungiamo la citta', ormai ha perso forza senza produrre effetti significativi.
A questo punto non rimare altro che rientrare a Kearney dove arriviamo poco prima delle dieci. Oggi e' Saturday Night ed una splendida bistecca con borri al Old Chicago non ce la toglie nessuno.

venerdì 5 giugno 2009

Tornado EF2 senza precedenti per il VORTEX2

VORTEX2: 5 giugno 2009 - giorno 26. Operazioni previste sul campo: intercettamento di un tornado EF2.
Miglia percorse oggi: 584. Miglia percorse in totale: 8659.

Fotografie di: Gino De Grandis

Don Burgess conduce sapientemente il briefing del mattino e ci rivela le aspettative per la giornata. Lo Storm Prediction Center esce con una previsione di Slight Risk e con una probabilità associata di tornado del 10%. Non è altissima ma è comunque la più alta dall'inizio del progetto.
Per oggi le possibilita' di caccia sono due: o il triple point (punto triplo) che è l'intersezione tra il fronte e la dryline o una posizione più ad ovest dove il flusso in quota è più meridionale.
Come primo target viene scelta una posizione intermedia che garantisce la possibilità di seguire la via dell'ovest verso il Wyoming o la via del sud verso il Nebraska, due aree che vengono monitorate continuamente con attenzione. Il trasferimento verso Kimball in Nebraska è breve e questo ci permette di mangiare con tutta calma con il solito pranzo al sacco. Fino alle tre del pomeriggio non arriva alcun particolare ordine in quanto si attende che i primi cumuli torreggianti inizino a svilupparsi. Alle 3 del pomeriggio arriva finalmente l'ordine di spostarsi verso nord perchè i primi cumulonembi hanno preso vita nella parte sud-orientale del Wyoming proprio dove le maggiori attenzioni erano rivolte.
Percorriamo in carovana la Highway 71 poi imboccando la 88 ci portiamo verso il confine tra Nebraska e Wyoming mentre al radar compaiono le prime celle temporalesche; si tratta di un paio di temporali che si sono formati a nord di Cheyenne nei pressi di Chugwater. Alle tre e quarantacinque minuti ci ritroviamo sulla Highway 85 del Wyoming e viene dichiarato il target finale che è la cella più meridionale della coppia di cui abbiamo già una buona visuale. Passano solo quindici minuti ed ecco che lo Storm Prediction Center emette una Tornado Watch per la nostra area con una probabilità del 60% di avere dei tornado ed una del 20% di avere un tornado di forte intensità, diciamo pure che è un buon incoraggiamento.
In meno di un'ora il temporale sotto osservazione si trasforma in una supercella in piena regola mostrandone tutte le caratteristiche tipiche sia al radar che alla visione diretta.

La supercella si trova ad almeno 20-25 miglia dalla Highway e la traiettoria è perpendicolare alla strada cosicchè c'è tutto il tempo per coordinare il posizionamento dei radar e delle varie strumentazioni ed osservarne con tutta calma l'evoluzione.
Alle 16.20 circa prende forma la wall cloud ad ovest che grazie all'illuminazione solare posteriore assume un contrasto tale da lasciare senza fiato. Nell'ora che segue succede tutto quello che un progetto di ricerca della portata del VORTEX2 può desiderare.
La wall cloud continua la sua evoluzione scendendo progressivamente verso il suolo, si forma la clear slot ed iniziano ad animarsi diversi funnel. Quando poi la Natura decide che il tempo è giunto, la wall cloud si fà più appuntita, quasi un triangolo, e in qualche secondo si allunga ulteriormente verso il suolo dando vita al tornado.
I primi momenti che seguono la formazione del tornado sono di assoluta ammirazione mentre questo assume una consistenza sempre maggiore e si allarga assumendo una classica forma a cono rovesciato. La pioggia inizia a scendere dalla wall cloud ma non tanta da precludere la vista del tornado.

A questo punto i probe vengono diretti verso il deployment dei pod: è arrivato il momento che attendiamo da ormai un mese e al quale ci siamo preparati con tanta dedizione. Dal Doppler On Wheels arrivano le prime coordinate ed i pod devono essere posizionati a 150 metri di distanza uno dall'altro. Appena scaricato il primo pod arriva però l'ordine di interrompere il deployment perchè il tornado ha cambiato leggermente traiettoria e veniamo inviati a ritornare un paio di chilometri più a nord con il tornado che continua il suo percorso di avvicinamento all'Highway 85. Con il tornado ad una distanza di due-tre chilometri veniamo indirizzati per il deplouyment finale degli altri due pod che ci rimangono.
Il terzo pod lo sistemiamo lungo il bordo della strada quando ormai sta piovendo; nonostante le diverse operazioni tecniche che devo effettuare ho il tempo per lanciare un attimo lo sguardo alla mia destra (verso ovest) per vedere le cortine di pioggia che si avvolgono attorno al tornado che ormai a due chilometri di distanza da noi ha assunto una dimensione ragguardevole. Da qui non rimane altro che allontanarsi verso sud secondo le indicazioni che meticolosamente ci vengono impartite da Karen Kosiba a bordo del DOW7.

La TIV2 viene guidata da Josh Wurman direttamente all'intercettamento del tornado e l'operazione riesce alla perfezione. Le testimonianze di Ronan, driver della TIV2 sono da preservare nella memoria. Riescono a misurare venti a 125 miglia all'ora il che significa 200 km/h e dalla loro posizione hanno la possibilità di vedere i pali della luce crollare sotto la potenza delle raffiche di vento ed essere trascinati e sballottati dalle furiose raffiche di vento. Si tratta di un tornado EF2 e questa volta Sean Casey ha probabilmente ottenuto quello che da anni cercava, la ripresa con la telecamera IMAX del tornado che passa sulla TIV!
Il tornado transita sulla strada mentre noi lo osserviamo a distanza di sicurezza poi riceviamo l'ordine di recuperare le piattaforme perchè c'è la possibilità di un secondo intercettamento.
Mentre ripercorriamo verso nord l'highway abbiamo la possibilità di assistere ad una delle visioni più spettacolari che io abbia mai potuto assistere. Il tornado è sulla nostra destra, bianco splendente illuminato dal sole e incredibilmente allungato verso l'alto fino alla base della nube dove si avvolge su sè stesso in una spirale ! Una vista mozzafiato che ci accompagna per degli interminabili secondi finchè grazie alle coordinate GPS riusciamo a ritrovare i pod gialli e a ricaricarli in fretta sul nostro Hummer poco dopo aver assistito alla completa dissipazione del magnifico tubo bianco. Via radio arrivano notizie che uno dei probe della NSSL è stato colpito da chicchi di grandine delle dimensioni di 4,5 pollici, 11 centimetri che hanno mandato in frantumi il parabrezza e provocato delle grandi bozze sulla carozzeria.

Raccolti si pod ci portiamo verso sud e poi verso est per cercare di recuperare terreno sulla supercella che continua il suo spostamento verso oriente. Quando la raggiungiamo abbiamo la possibilità di ammirare una nuova incredibile creazione di Madre Natura. La supercella è perfetta, striata di quelle che in gergo vengono chiamate "mothership" ossia la nave spaziale aliena dei film di fantascienza; è talmente immensa dalla nostra posizione che devo scattare quattro-cinque foto in panoramica per riuscire a riprenderla tutta. La wall cloud è talmente bassa che tocca terra tanto da sembrare un immenso tornado wedge.
I radar continuano a scansionare ma la supercella non sembra ora in grado di generare un altro tornado tanto che i probe vengono portati fin sotto il mesociclone ma non viene effettuato alcun tipo di deployment. Abbiamo così tutto il tempo di rimanere incantati ed innamorarci di questa visione che ci accompagna per diversi minuti.
Nelle luci del tramonto e con il vento di outflow sulla pelle, arriva il momento della fine delle operazioni mentre la supercella continua la sua corsa verso est. Noi ci spostiamo sulla Interstate 80 in direzione di Kearney località prescelta per la notte ma le emozioni non sono finite.
Infatti la convezione che nel pomeriggio si è sviluppata su gran parte del Nebraska ha assunto le proporzioni di un immenso MCS (Mesoscale COnvective System, sistema convettivo a mesoscala) con almeno due supercelle alle estremità sud-orientale.
Alle 10.30 della sera ci troviamo sulla Iterstate 80 ad ovest di Ogallala e la nostra supercella è ancora attiva: da quando ha iniziato a produrre le prime precipitazioni sono ormai passate nove ore, una caccia interminabile che ci dimostra ancora una volta la potenza della Natura.
Mentre ci portiamo sempre più ad est andiamo incontro ad una seconda supercella HP (ad alte precipitazioni) e riusciamo a passare sull'Interstate pochi minuti prima che il core della cella colpisca l'austostrada. Questo però non ci evita la possibilità di provare gli effetti del bordo avanzante della supercella con grandine fino ad un pollice di dimensione che colpisce il nostro Hummer ed importanti raffiche di vento.
Quando arriviamo a Kearney siamo stanchi ma di una felicità immensa, per il grande successo scientifico che la missione di oggi ha avuto. E' stato osservato e monitorato con un dettaglio senza precedenti il completo ciclo di vita di un tornado EF2 che è rimasto a terra per circa 25 minuti.

giovedì 4 giugno 2009

Tentativo supercellulare in Wyoming

VORTEX2: 5 giugno 2009 - giorno 25. Operazioni previste sul campo: operations in Wyoming. Miglia percorse oggi: 500. Miglia percorse in totale: 8075.
Fotografie di: Gino De Grandis.

Dopo la giornata di recupero di ieri con la giornata odierna possiamo dire finalmente che la Natura sta iniziando a fare il suo dovere con una bella depressione in approfondimento ad ovest delle Montagne Rocciose. Gran parte dei prossimi giorni saranno caratterizzati dal lento progresso verso est della bassa pressione che piano piano, giorno dopo giorno guidera' gradualmente l'umidita' a risalire dal Golfo del Messico verso le alte pianure.Questo significa che a partire da oggi quasi tutti i giorni fino alla fine del progetto previsto per il 13 giugno saranno giornate di operazioni sul campo.
L'alta pressione che ha caratterizzato gli ultimi giorni sta lentamente abbandonando il campo e per oggi la situazione meteorologica vede un profilo verticale del vento non particolarmente favorevole nei primi 2-3 km, ma la forte differenta tra il vento nei bassi livelli e i 30-50 nodi di vento presenti in quota, potrebbe favorire la rotazione dei temporali almeno nei livelli medi dell'atmosfera.Le temperature di rugiada sono previste piuttosto basse il che significa scarsa umidita' al suolo ma il profilo termico piuttosto accentuato (un buon gradiente termico verticale) al di sopra dello strato limite portera' ad avere dell'instabilita' intorno ai 1000 J/Kg. Ci si aspetta quindi che alcuni temporali si possano sviluppare nella parte sud/orientale del Colorado e meridionale del Wyoming grazie al forte riscaldamento differenziale.


Dopo la partenza da Colby ci avviamo verso ovest percorrendo la Interstate 70 e passando nuovamente attraverso luoghi che mi riportano alla mente la memorabile caccia del 23 maggio 2008 con i spettacoli tornado di Quinter.Il pranzo viene consumato a tempo di record a Byers in Colorado qualche decina di miglia ad est di Denver poi viene comunicato il secondo target a nord della grande citta a Greely una cinquantina di miglia a nord di Denver. Nel frattempo alle 2.30 del pomeriggio lo Storm Prediction Center emette una Thunderstorms Watch per gran parte della parte orientale del Colorado. I temporali a partire dalla tarda mattinata continuano a formarsi sulle Montagne Rocciose ma quando raggiungono la pianura si dissipano per la presenza di CIN (Convection Inhibition - Inibizione alla convezione); c'e' bisogno di maggiore riscaldamento ma entro qualche ora la convezione prendera' piede anche in pianura.
L'analisi delle ultime mappe mostra che le condizioni potrebbero essere piu' favorevoli nella parte meridionale del Wyoming cosi' arriva l'ordine di spostarsi verso Cheyenne la capitale dello stato meno popolato d'America.Quando arriviamo in Cheyenne alcuni temporali si sono finalmente sviluppati a nord-est della citta' cosi' viene individuato il nostro temporale target che alle 17.20 raggiunge un'intensita' tale da costringere l'ufficio meteorologico di Cheyenne ad emettere una Thundestorms Warning.


I radar vengono posizionati ed inizia il monitoraggio e la raccolta dei dati.
La convezione si organizza in quattro celle principali di cui la piu' occidentale mostra segni di rotazione e caratteristiche supercellulari. I veicoli della NSSL piu' vicini alla base della cella segnalano un breve landspout mentre noi eseguiamo alcuni transect con le nostre mesonet lungo una strada che corre da sud a nord e raccogliamo dati all'interno dei lobi radar dual-doppler.
Il temporale tuttavia non sembra andare oltre nell'orgnanizzazione e dopo aver raccolto un set completo di dati viene scelto un secondo target corrispondente ad temporale che nel frattempo si era sviluppato improvvisamente a nord-ovest di Cheyenne.
In fretta e furia ci riportiamo verso ovest e nonostante la presenza della citta' tutti i radar vengono nuovamente posizionati. Il temporale sembra piu' isolato dei precedenti e la rotazione nei bassi strati e' piu' evidente dai dati radar tanto che si riesce a formare anche una wall cloud proprio sopra la citta'. Quasi tutte le piattaforme strumentali riescono a raccogliere nuovi dati e viene segnalata grandine sulla citta' di dimensioni fino ad un pollice.


Quando il temporale poi inizia ad allontanarsi dalla citta' dirigendosi verso zone disabitate e con scarse opzioni di strade, non vi sono piu' opportunita' di raccolta dati e cosi' la piccola carovana dei probe guidata dal nostro Hummer si avventura su una lunga strada sterrata per cercare di rimanere a contatto con il temporale e poterne apprezzare visivamente le caratteristiche migliori.Il paesaggio completamente isolato che attraversiamo lungo le 50 miglia di sterrato e' spettacolare e delle specie di antilocapre si allontanano saltellando al nostro passaggio in diversi punti. Prima di arrivare a Sterling, luogo prescelto per la notte, abbiamo la anche possibilita' di vedere dei bei fulmini con le luci del tramonto che si spendono alle nostre spalle.