venerdì 23 maggio 2008

22 maggio – High Risk con tornado

Oggi è la prima delle due ultime vere giornate di caccia. Ci aspettano speriamo 48 ore di grandi emozioni. La partenza arriva tardi, la sera precedente infatti ci eravamo già posizionati su un ottimo target, cosicché per oggi non dobbiamo fare molta strada. Felix il regista francese che è con noi, nutre grandi aspettative, spera vivamente di riuscire ad imprimere sulla pellicola il suo primo tornado… ed ovviamente anche noi abbiamo grandi speranze.
Il livello di rischio della previsione di oggi dello Storm Prediction Center è Moderate, noi non abbiamo grande “feeling” con i Moderate Risk, le grandi occasioni di caccia di quest’anno le abbiamo avute strananmente con degli Slight Risk, ad ogni modo oggi gli ingredienti per generare dei temporali supercellulari ci sono tutti, l’unica incognita è il fatto che il vento dominante nella troposfera, ossia quello che guiderà le supercelle nel loro spostamento, è parallelo alla dry-line, cosicché le supercelle che si formeranno probabilmente potrebbero interagire una con l’altra disturbandosi.


Poco dopo mezzogiorno lasciamo Wakeeney e ci dirigiamo verso ovest lungo la Intestate 40. Giunti nel paese di Oakley ci fermiamo per la sosta pranzo da Subway dove iniziamo ad incontrare i primi cacciatori, Klipsi, Amos Magliocco e un gruppo di ragazzi dell’Università del Michigan che ha pernottato nel nostro stesso motel. Le celle iniziano a svilupparsi intorno alla nostra posizione e più a sud, oltre Scott City. La velocità di spostamento che i dati radar ci forniscono però sono molto elevate anche oggi, sarà una caccia difficile. Come preannunciato anche la direzione di spostamento, ossia verso nord, è parallela alla direzione lungo la quale la convezione prende vita, cioè l’asse sud-nord. Questo complica molto le cose, in quanto tra una supercella e l’altra rimane poco spazio e poi quando iniziano a svilupparsi le incudini, allora le precipitazioni di una cella finiscono a disturbare l’updraft della cella a nord e la caccia per noi diventa più complessa perché ovviamente occorre posizionarsi nei punti dove non vi è precipitazione altrimenti la visibilità impedisce di scorgere qualsiasi dettaglio.
Verso le 14:30 lo Storm Prediction Center emette un avviso di Particularly Dangerous Situation che segnale il pericolo per la comunità… questo ci conforta e ci dà ancor maggiore stimolo. Più tardi alle 3 PM, lo stesso centro previsionale aggiornerà il rischio ad Elevato, abbiamo finalmente un High Risk. La probabilità di vedere un tornado a questo punto sono molto elevate!
Come primo obiettivo scegliamo le due celle più vicine alla nostra posizione, così lasciamo l’autostrada e ci buttiamo a sud. La struttura a vedersi non è male, si formano diversi mesocicloni e qualche nube a muro, ma purtroppo le celle tendono a infastidirsi a vicenda. Così dopo aver ammirato da vicino la cella più settentrionale, la abbandoniamo per portarci su quella più a sud che sembra possedere un inflow (l’alimentazione calda e umida che tiene in vita il temporale) meno disturbato.
Per intercettarla nella giusta posizione ci spostiamo nuovamente verso nord, in direzione di Grainfield lungo l’Interstate. Prima di giungere all’incrocio sostiamo nei pressi di Gove City dove ammiriamo una bellissima nube a muro che scende dalla base del mesociclone molto minacciosa. Scattiamo foto e poi seguiamo la cella fino all’Interstate dove incontriamo altri cacciatori, oggi qui fuori c’è il mondo intero, troviamo quella che in gergo noi chiamiamo “storm-chasers convergence”, ossia convergenza di cacciatori.


Nell’immagini radar tutti i pallini blu indicano la presenza dei vari cacciatori e il cerchietto giallo con la macchinina la nostra posizione. Rimaniamo per alcuni minuti nella convergenza, poi decidiamo di spostarci leggermente più a nord quando improvvisamente avvistiamo un bella nube bianca ad imbuto ormai già sviluppata e protesa verso il suolo. Ci muoviamo ancora un paio di miglia più a nord per avere una migliore visibilità ed ecco che, appena tutti siamo scesi dai VAN, in pochi secondi il tornado condensa fino al suolo allungandosi dalla base del cumulonembo. Dietro al bianco tornado piove, la nostra distanza è di circa 3-4 chilometri, il contrasto quindi con lo sfondo non è ottimale, ma è sufficiente per ammirare lo spettacolo di questo tornado che in gergo si chiama stovepipe (il tubo della stufa). Lo seguiamo per alcuni minuti mentre prende maggiore vigore e si ingrandisce leggermente, ma la grande velocità di spostamento della cella, lo allontana sempre più dalla nostra posizione. Cerchiamo allora di inseguirlo, ma poche miglia oltre arriviamo ad un incrocio dove l’unica opzione di strada che va a nord è sterrata bagnata; avendo già piovuto sulla carreggiata decidiamo di abbandonare questa soluzione.

Foto di Niccolò Ubalducci


La decisione di abbandonare la cella viene supportata anche dal fatto che la regione verso la quale si sta muovendo questo temporale, possiede una minore energia e quindi sarebbe inutile insistere su una cella che prima o poi andrà a morire, oltre al fatto che più verso sud si stanno formando altre celle ed una in particolare sembra più isolata delle altre mostrando una forma decisamente interessante alle immagini radar.
Per aggirare la cella che sta risalendo da sud a velocità sostenuta, percorriamo l’Interstate verso est in direzione di Wakeeney (proprio dove abbiamo pernottato) in modo da lasciar sfinale la cella in una posizione occidentale rispetto alla nostra ed avere quindi la migliore visibilità. Giunti sul ponte dell’Interstate in prossimità del paese, usciamo e nello svincolo troviamo un’altra convergenza di cacciatori. Qui decidiamo di attendere, anche perché l’opzione di scendere a sud per intercettare la cella è sterrata e sono pochi i cacciatori che di avventurano, magari quelli con SUV 4x4. Mentre aspettiamo che la supercella si avvicini, parliamo con i diversi team presenti sul posto, incontriamo anche il Team Remore dell’Arizona che avevamo incontrato il giorno del bust in Ardmore, Oklahoma. Passano alcuni minuti ed ecco che arriva anche il Doppler On Wheel.


Mano a mano che trascorrono i minuti, il vento di inflow si fa sempre più forte, lontano si avvista il polverone che viene sollevato e risucchiato all’interno della supercella, crea una scia lunga diverse miglia. Nel frattempo alla nostra destra il mesociclone si avvicina, lo spettacolo è meraviglioso, con questo vento che soffia sempre più forte. Imbraccio il mio anemometro e faccia al vento provo a misurarne l’intensità… cavolo mi riesce a tenere perfettamente in equilibrio mentre mi sbilancio in avanti… l’anemometro che tengo a circa 2 metri di altezza dal suolo segna una raffica di 86 km/h! Più tardi apprenderemo che altri cacciatori con strumentazione professionale installata sul tetto dei loro VAN, hanno misurato una raffica di 124 km/h !
Nelle raffiche più intense, un cacciatore perde l’equilibrio e finisce per terra… un altro cerca disperatamente i suoi occhiali… io mi rifugio per fare le riprese dietro ad un SUV. Appena mi alzo un attimo inizio a sentire la polvere arrivare da tutte le parti, le caviglie e le scarpe che sono esposte sotto il pianale del SUV che mi fa da scudo, si impolverano tutte, inizio a sentire la polvere anche tra i denti… altri si rifugiano sotto l’argine tra l’erba. Sono dei momenti bellissimi, la posizione è molto sicura, in quanto la wall cloud non è sopra la nostra testa, siamo solo dentro l’inflow e così ci godiamo lo spettacolo mentre gli arbusti a palla volano in tutte le direzioni, contro le macchine, uno finisce in braccio a Fabio, un altro mi passa sopra la testa mentre sono dietro il SUV-scudo.
Quando il polverone sembra passato decidiamo di spostarci e mentre ci manteniamo lungo l’Interstate per seguire da vicino la supercella, apprendiamo dai dati internet che sono stati segnalati proprio due tornado dalla posizione in cui eravamo noi !
Il traffico però sull’Interstate va a rilento, i camion si fermano ai lati della strada, sia perché la contea è sotto tornado warning, sia perché lo spettacolo di nubi e colori è immenso. Percorriamo un breve tratto sull’Interstate in direzione ovest poi capiamo che ormai la nostra posizione sarebbe stata troppo arretrata cosicché facciamo dietrofront e ci spostiamo nuovamente verso nord per non perdere contatto con le celle più interessanti.
Mentre risaliamo verso Hill City, facciamo alcune digressioni su alcuni sterrati asciutti, che ci portano ad avvicinarci maggiormente alle celle in modo da poter vederne meglio la struttura. Infatti uno dei problemi principali dello storm chasing è questo: finché non riesci ad avvicinarti abbastanza al mesociclone, non si può scorgere i particolare e le strutture nuvolose più belle. Questa scelta si rivela interessante perché ci permettere appunto di avvistare diversi abbassamenti nuvolosi sospetti, alcuni potrebbero essere anche dei touch-down (il momento nel quale il tornado tocca il suolo), ma solo lo studio delle immagini potrà toglierci tutti i dubbi.
Mentre passa il tempo, la convezione tende sempre più a disporsi lungo una struttura lineare, le celle hanno sempre maggiore interazione l’una con l’altra, brutto segno… tutto si sta trasformando in un bow-echo (un eco ad arco nelle immagini radar). Continuiamo verso nord l’inseguimento avvistando alcune belle strutture, poi finiamo nella pioggia che non ci abbandona fino a Philippsburg, dove alle 21.15 decidiamo di fermarci per cenare e lasciar sfilare la squall line con le precipitazioni più forti. Mentre ceniamo da Pizza Hut, Felix propone un brindisi al nostro team, gli italiani finalmente sono riusciti a fargli vedere il suo primo vero tornado.
Quando usciamo da Pizza Hut alle 10.30 di sera, ormai il grosso delle precipitazioni ci ha già superato, così non ci rimane altro che portarci a McCook in Nebraska, poco a nord del confine con il Kansas, dove abbiamo prenotato per la notte.
Grande giornata quella di oggi !
Gabriele

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono Ale da Lodi, avevo chiesto una valutazione su questo tour giunto quasi alla sua conclusione, ma sò benissimo che siete straimpegnati e molto provati dopo tutti quei km o miglia che dir si voglia, percorsi negli States oltre a tutto il resto, quindi ringrazio Gabriele per avermi cmq risposto e nn me l'ero di certo presa ci mancherebbe infatti scherzavo quando dicevo che nessuno mi "considerava", peccato che ieri nn ci fosse il collegamento live ma c'era da aspettarselo come dicevi tu che in certe condizioni il segnale si affievolisce ed è più facile perdere la linea , cmq sono contento per voi che ieri abbiate vissuto una giornata fantastica e sicuramente questi episodi alzeranno la vostra valutazione sul periodo trascorso a caccia di tornado e aspetto di vedere i video e foto al vostro ritorno un saluto a tutti
Ps Vale ho ricevuto grazie e ho risposto ,ciao ciao

Anonimo ha detto...

Ragazzi per forza nessuno ha lasciato alcun commento siamo tutti sbalorditi e felici, avete avuto la cigliegina finale sopra la torta e che bella torta,ve la siete tutti meritata.
You guys are the best team.

Gino Stormino

Anonimo ha detto...

Ciao ragazzi, ora che siete giunti alla fine del vostro viaggio, vi ringrazio anche a nome dei miei amici e colleghi per averci tenuto compagnia facendoci partecipare anche se, putroppo, virtualmente ai vostri viaggi.
Conto di vedere presto le immagini sul vostro sito, un arrivederci di tutto cuore,

Cristina - Trieste

Anonimo ha detto...

COMPLIMENTI RAGAZZI!! Enormi complimenti a tutti!! BRAVISSIMI!! Ormai siete famosi qui in Italia e aspettiamo con ansia il vostro rientro e tutti i video dell'ultimo giorno di caccia!!

Se poi farete a Padova un corso per cacciatori di temporali, credo che verrò volentieri a seguirlo!!

BUON RIENTRO IN ITALIA!! E...BUON VENTO!!!

Anonimo ha detto...

Che esperienza...GREAT!!! Davvero no comment! Ho visto le foto di Niccolò nella galleria, sono di una bellezza devastante. Ora vi apsettiamo in Italia per il resoconto generale e un mare di foto e video. A presto!!!