domenica 10 maggio 2009

Training

VORTEX2: 10 maggio 2009 - giorno 1. Operazioni previste sul campo: nessuna.
Miglia percorse oggi: 40. Miglia totali: 689.

Il risveglio non e' dei piu' piacevoli. Tempo nuvoloso e temperatura sui 15 gradi, roba da autunno, altroche' temporali... il Plan Of the Day prevede il ritrovo alle ore 10 presso il National Weather Center per il briefing che chiarisce quali sono i piani per la giornata.
Purtroppo c'e' poco da fare in questo primo giorno del VORTEX2. Non sono previsti temporali e tutto viene rimandato a domani, per oggi non ci si sposta, si cambia solo albergo in una location piu' ampia e con delle sale conferenze capienti, domani il briefing si terra' in albergo.
Tutto sommato pero' il fatto di passare ancora una giornata a Norman ci facilita la vita in quanto ci concede il tempo per finalmente ricevere il training necessario per utilizzare la strumentazione che portiamo con noi nell'Hummer.


Il nostro team formato dal sottoscritto, dal giornalista Phil Berg e temporaneamente dal fotografo Gino De Grandis ha in "dote" l'appellativo di "Probe 14" e con noi abbiamo una stazione mobile di monitoraggio chiamata Mobile Mesonet in grado di collezionare dati in continuo di temperatura, pressione, umidita' e vento. Oltre alla stazione mobile, abbiamo con noi anche tre pod ossia le piattaforme gialle da posizionare sull'ipotetico percorso di un tornado. I pod hanno un anemoemetro sonico, sensori di umidità e temperatura, ed un classico sensore della direzione e delle velocità del vento.
Nel pomeriggio i quattro teams adibiti al posizionamento dei pods in tutto circa 10-12 persone ricevono finalmente le istruzioni sia sulla fase preparatoria precedente al posizionamento a terra, sia durante la fase di deployment (posizionamento), ma soprattutto nella fase di scarico dei dati. Una delle cose più importnati è senza'altro quella di mettere a disposizione della comunità scientifica i dati nel più breve possibile, e quindi ci vengono impartite anche le istruzioni per prelevare rimanendo all'interno dall'interno del veicolo i dati misurati durante la giornata.


Poi segue un'esercitazione pratica che consiste sia nel controllo del corretto orientamento dei vari strumenti (anemometro sonico, "anemometro normale", videocamere) rispetto alla struttura portante del pod e ulteriori istruzioni su come effettuare il corretto posizionamento.
In pratica ogni mattina con il GPS dovremo settare con precisione al secondo l'ora dei due computer di bordo, poi tramite quelli allineare l'orario dei datalogger (le scatole magiche che registrano tutti i dati e dalle quali i dati poi devono essere scaricati sui computer).
Mentre siamo tutti nel parcheggio a provare e riprovare delle operazioni che dovranno diventare nei prossimi gionri automatiche, il grande spazio davanti all'hotel si anima di giornalisti e di televisioni che iniziano ad installare anche dei furgoni per trasmettere in diretta immagini ed interviste.


Nel tardo il pomerggio il tempo si guasta ulteriormente e non e' piu' possibile lavorare all'esterno per la pioggia, per fortuna la serata si conclude con una cena da Outback Steakhouse chi alle prese con un'enorme PrimeRib, che per utilizzare le parole di Phil viene definita "a massive slice of the cow" e che si puo' tradurre in "un'enorme fetta della mucca", chi invece alle prese con bistecche piu' normali o del pesce, il tutto annaffiato da abbondante birra alla spina.

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